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I nodi per l'assicurazione
Iniziamo intanto con qualche definizione:
  • l'autoassicurazione è il vincolo che lega la cordata alla parete;
  • l'assicurazione è la manovra che uno dei componenti della cordata effettua per fermare l'eventuale caduta di un compagno di cordata.

I temi sono poi ampiamente trattati nel corso roccia, ma questi concetti servono per capire che:
  • il nodo per l'autoassicurazione non permette scorrimento alcuno della corda che rimane quindi bloccata in caso di caduta di un componente della cordata;
  • il nodo per l'assicurazione permette di effettuare manovre: permette lo scorrimento della corda ma funziona da "freno" e permette un rapido bloccaggio senza sforzo.
In pratica per questi scopi vengono utilizzati 2 nodi: il barcaiolo (per l'autoassicurazione) ed il mezzo barcaiolo (per l'assicurazione al compagno).
E' importante poi conoscerne un terzo che permette di "bloccare" il mezzo barcaiolo anche quando la corda è in tensione: l'asola di bloccaggio.Ma vediamo la loro esecuzione:

Il nodo barcaiolo


Di facile esecuzione, è però fondamentale saperlo realizzare in qualunque posizione, con una mano sola e con la corda passante nel moschettone (come nelle figure). Per questo non illustro altri metodi che consistono nel realizzare il nodo mettendolo successivamente nel moschettone.
Con la corda nel moschettone, prendere con due dita un capo e, incrociandolo con l'altro capo, formare un'asola da mettere nel moschettone. La corda rimane così bloccata in entrambe le direzioni, si può facilmente regolare per allungare l'uno o l'altro capo ed il nodo può essere sempre facilmente sciolto.

IL nodo mezzo barcaiolo




Anch'esso di facile esecuzione, permette di accompagnare i movimenti del compagno di cordata (sia per "dare corda" quando si allontana da noi, o meglio dalla sosta, sia per "recuperare" quando si avvicina). Inoltre permette di sostenenre totalmente il peso del compagno (in caso di caduta) senza bisogno di molta forza

In figura è indicato con A il capo in cui è legato il compagno e B il capo della corda libero. Prendendo con due dita la parte B della corda, realizzare un'asola (senza incrociare i due capi) ed inserirla nel moschettone. Come si può notare, per eseguire questi due nodi, si compie il medesimo movimento utilizzando solo due dita di una mano. L'unica differenza consiste nell'incrociare i due capi per realizzare il barcaiolo.

L'asola di bloccaggio



Consente di bloccare lo scorrimento della corda anche quando questa è in tensione e di liberare entrambe le mani per fare altre manovre. Supponiamo per un attimo che il nostro compagno, al quale stiamo facendo sicura con un mezzo barcaiolo, si trovi in difficoltà per qualsiasi motivo e abbia bisogno del nostro aiuto: è ovvio che facendo sicura non possiamo lasciare il capo della corda, nè abbiamo altre possibilità di movimento. Effettuando un'asola di bloccaggio (disegni da 1 a 5), possiamo liberarci dalla posizione, effettuare qualsiasi altro movimento o manovra e tornare nella posizione iniziale per sbloccare la corda e riprendere le manovre con il mezzo barcaiolo.

Nei disegni è sempre indicato con A il capo della corda in tensione (dove evidentemente è appeso il nostro compagno); con B il capo libero di manovra. Per sciogliere l'asola è sufficiente tirare il capo B.


Quando si esegue un'asola, per maggior sicurezza, si consiglia effettuare anche una contro asola come indicato nel disegno 6.



Il nodo delle guide

Nasce dal nodo savoia della figura 1: infilando il corrente nelle asole dell'imbrago e "ripassando" il savoia come in figura 3 (ossia seguendo in senso inverso il nodo già fatto), si ottiene un nodo che ha un'ottima tenuta in caso di strappo ma che può presentare qualche difficoltà per essere sciolto.
Vediamo i vari passaggi per realizzare il nodo di collegamento all'imbrago

Figura 1 - Il Nodo Savoia (Nodo a otto).

Formare un nodo a otto (senza stringerlo, o meglio, senza "assucarlo")
Figura 2 - Collegamento della corda all'imbrago.

Fai passare il capo della corda attraverso le asole dell'imbrago. E' importante "infilare" la prima asola dell'imbrago dall'alto verso il basso e la seconda dal basso verso l'alto: in questo modo, a nodo ultimato, la corda in tensione terrà il busto diritto; diversamente, in caso di caduta, farebbe rovesciare il corpo.
Figura 3 - Chiusura del nodo delle guide

"Ripassare" il savoia seguendo, con il capo della corda che esce dall'asola dell'imbrago, lo stesso percorso dell'otto fatto in precedenza in senso inverso.
Stringere (assucare), tirando bene i lembi della corda che escono dal nodo.
E' importante che il capo della corda (riconoscibile nella figura per il nastro bianco), sia lungo almeno 10-15 cm




Il nodo bulin (gassa d'amante)


Una volta si eseguiva direttamente in vita, senza l'uso dell'imbrago

Oggi può essere ancora utilizzato facendo prima passare un capo della corda attraverso le asole dell'imbrago (sempre dall'alto verso il basso), e quindi eseguendo il nodo con i passaggi illustrati nelle foto (quello indicato è solo uno dei tanti metodi possibili).

Rispetto al precedente nodo delle guide, può essere facilmente sciolto anche dopo una forte trazione.
Fare un'asola dalla parte più lunga della corda e, infilando il polso all'interno dell'asola stessa. Riprendere la corda tra le dita.
Facendo passare la corda attraverso l'asola, formare una seconda asola.
Infilare il capo della corda (il corrente) nella seconda asola.
Passando il capo sopra alla coda(dormiente), infilare anche la prima asola.
Non resta che stringere bene il nodo (assucare) facendo in modo che lo stesso rimanga ben vicino all'imbrago. E' importante che il capo della corda (segnato in rosso nella figura), sia lungo almeno 10 cm.
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